Il gioco, il tratto diretto, il qui e ora.
Un hacker non impara a scuola o in azienda. L'hacking e' tutta auto-formazione (op! op!). Apprendere giocando, smontando e spesso distruggendo i nostri stessi strumenti, domestici o professionali, e' un po' il sale di quello che facciamo. Il nostro desiderio libero e libidinoso di giocare e conoscere non si trova nelle accademie e nemmeno nei laboratori delle software-house. La libidine informatica non te la insegna nessuno, e se te ne curi, nessuno potra' espropriartene.
Il gioco, il tratto diretto, il qui e ora
Ma desiderare, imparare, distruggere, capire non puo' essere una pratica puramente onanistica (farsi le pugnette), per questo ogni anno ci impegniamo per realizzare il nostro meeting. La conoscenza senza la condivisione e' un esercizio di potere che non ci ha mai affascinato. Occorre tracciare un tratto diretto, senza mediazioni, tra la nostra comprensione del fenomeno informatico e la sua descrizione critica. Un tratto diretto, una strada, un ponte sul quale far passare altri, non solo noi stessi.
Il gioco, il tratto diretto, il qui e ora
Siamo in Italia e non e' proprio il momento di fingersi altrove. L'Italia non e' una democrazia (lo diciamo nel caso qualcuno avesse ancora dei dubbi). Fare il meeting quest'anno significa giocare piu' forte, giocare con qualita'. Lucidi e incazzati. Qui e ora.
Vi aspettiamo.
Il gioco, il tratto diretto, il qui e ora.
Un hacker non impara a scuola o in azienda. L'hacking e' tutta auto-formazione (op! op!). Apprendi giocando, smontando e spesso distruggendo i tuoi stessi strumenti, e' un po' il sale di quello che fai. Quel tuo desiderio libero e libidinoso di giocare e conoscere non si trova nelle accademie e nemmeno nei laboratori delle software-house. La libidine informatica non te la insegna nessuno, e se te ne curi, nessuno potra' espropriartene.
Ma desiderare, imparare, distruggere, capire non puo' essere una pratica puramente onanistica (farsi le pugnette), per questo ogni anno ti impegni a realizzare il nostro meeting. La conoscenza senza la condivisione e' un esercizio di potere che non ti ha mai affascinato. Occorre tracciare un tratto diretto, senza mediazioni, tra la tua comprensione del fenomeno informatico e la sua descrizione critica. Un tratto diretto, una strada, un ponte sul quale far passare altri, non solo te stesso.
Siamo in Italia e non e' proprio il momento di fingersi altrove. L'Italia non e' una democrazia (lo dico nel caso avessi ancora dei dubbi). Fare il meeting quest'anno significa giocare piu' forte, giocare con qualita'. Lucidi e incazzati. Qui e ora.
Ti aspetto. Zio Wiky
La rete ha sconvolto le nostre vite e le nostro culture, l'hackmeeting è uno dei centri di discussione ed auto formazione che sono rimasti costanti nella crescita dell'underground italiano. In questi tempi in cui le istituzioni, le forze avverse e i controllori dell'informazioni stanno cercando di prendere controllo (sebbene non direttamente perche' -impossibile-) di Internet, altrimenti totalmente libero. l'hackmeeting e' il momento di organizzazione e confronto, stimolo e diverimenti, itinerante per l'italia e quest'anno capita a palermo. nella speranza che il sole contribuisca a rendere fertile il terreno, come fichi d'india anche gli utenti iniziano a vedere internet nelle sue molteplici sfaccettature, di bianco, nero, e infiniti grigi.
Dal lato opposto, abbiamo la seduzione delle tecnologie comode, dell'informazione facile da accettare, dello stimolo da “infolabili” che puo' venire nei momenti in cui l'attenzione e' bassa, portando le nostre scelte in terreni pericolosi per privacy, riservatezza, liberta' di parola, garanzia di parzialita'.
hackmeeting non e' auting ne l'alcolisti anonimi, non ci si aspetta che l'utente mac dica: “ok, ho capito, sto alimentando una catena di software proprietario, con specifiche proprie, con modelli di sicurezza incompleti, che si basa su software libero”. ma agiamo perche' lo capisca da solo.
non ci aspettiamo venga detto: “youtube, google, gmail, yahoo* rappresentano la centralizzazione dell'informazione e del potere sull'infosfera, e quindi l'unico utilizzo sano e' quelli di -abusare- di loro, non affidar anima e dati” non cel'aspettiamo, ma programmiamo per questo obiettivo, parliamo per questo sentimenti condiviso, e vediamo un futuro in cui la rete si muove verso una gestione piu' paritetica e distributa.
questo e' hackmeeting, per qualcuno.
***d.
bello
Undici anni a parlare di diritti civili digitali, privacy, profilazione, raccolta dati geo e crono referenziati, crittografia e software libero.
I contenuti dell’Hackit non sono cambiati, sono cambiati i partecipanti ed è cambiata la società attorno.
Tanto più si stringe la maglia del controllo, tanto più si esaltano i nostri argomenti.
L’Hackmeeting è autogestito, non ci sono organizzatori, solo partecipanti.
Gli hacker sono smanettoni e curiosi, non accettano le regole che non condividono e mettono in discussione l’autorità.
La dottrina della sicurezza preventiva fa leggi e influenza l’agire politico globale, e confonde Sicurezza con Libertà.
Per ciò anche quest’anno ci impegniamo a organizzare Hackit.
Siamo una comunità eterogenea che vede al suo interno convivere gruppi e singoli individui con altrettante diverse estrazioni politiche e culturali.
Per chi suona il maranzano? L’undicesimo incontro annuale si terrà a Palermo il 26-27-28 Settembre presso il centro sociale Ask191 in Viale Strasburgo 191.
Hackit è una tre giorni di seminari, laboratori e simposio delle controculture digitali italiane.
Vedrete: circuiti disegnati a mano e saldati al volo, firme estemporanee di chiavi crittografiche, contest di coding acrobatico, IP wrestling, reti locali con e senza fili, radio trasmissioni (cheek to cheek), sharing selvaggio, ingresso con sottoscrizione libera e sabato cornetti caldi … questo e molo altro a Palermo il 26-27-28 Settembre 2008
E' stato detto che da anni il manifesto si e' fatto, e mai c'e' stato bisogno di uno *strumento* che supportasse la cosa. E' stato detto che e' meglio incontrarsi faccia a faccia e parlarsi, piuttosto che fare software. ma questo e' hackmeeting, 200 persone di cui il 10% propositiva durante l'organizzazione. fintanto i numeri saranno questi, sara' facile che 20 persone si incontrino per discutere tra loro di cosa/come fare. Il software e' l'unico strumento che puo' interfacciarsi alle persone affinche' la loro scelta sia il piu' possibile imparziale e paritetica, anche in dimensioni maggiori.
Questo non vuol sostituire il confronto umano e completo che si puo' avere in un prehackit o in mailing list, ma restano strumenti utilizzabili entro una massa critica di elementi… una volta superata, storicamernte, ci si e' sempre rivolti verso i “capi” che creavano cosi' vertici delle piramidi di rappresentanza, e a loro volta si trovavano in 20 o in una mailing list.
questa forma gerarchica e' quella che la rete puo' abbattere, e il software rimane necessariamente lo strumento che interpreta gli scambi personali.
(anche) per questo motivo, l'esperimento di manifesto collaborativo.
i risultati sono stati:
xxx@yyy:~/www.delirandom.net/www/hm08/abac_voti$ cat * | sort | uniq -c | sort -r
9 2-1 7 2-5 7 10-7 7 10-5 7 10-21 6 8-3 6 4-3 6 2-7 6 10-3 5 8-1 5 6-9 5 6-7 5 4-7 5 4-11 5 10-9 5 10-19 5 10-11 4 8-9 4 8-5 4 6-5 4 6-3 4 4-9 4 4-5 4 4-13 4 2-3 4 10-1 3 8-11 3 6-1 3 4-1 3 10-17 3 10-15 3 10-13 2 8-7
che significano:
xxx@yyy:~/www.delirandom.net/www/hm08/frasi$ cat 2-1 2-5 10-7 10-5 10-21 8-3 Esprimiamo una visione dell'hacking come attitudine, non esclusivamente informatica. Il nostro essere 'hacker' si mostra nella quotidianita' anche quando non usiamo i computer, si mostra quando ci battiamo per far cambiare le cose che non ci piacciono, come l'informazione falsa ed imposta, come l'utilizzo di tecnologie non accessibili e costose, come il dover recepire informazioni senza alcuna interattivita' e il dover subire da spettatori l'introduzione di tecnologie repressive e censorie. Siamo sinceramente spaventati dalla velocità con la quale la tecnologia viene legata a doppio filo al controllo sociale, alle imprese belliche, ad una malsana e schizofrenica paura del proprio simile: il nostro approccio è diametralmente opposto.Durante l'evento proponiamo seminari e dibattiti, aperti al pubblico e gratuiti, in cui si parlera' di tecnica ma anche di politica. Porteremo avanti il discorso sui diritti digitali, sulla scelta del software libero, l'opposizione alla logica dei brevetti e del copyright tradizionale, la costruzione di server autogestiti, lo studio e la sperimentazione di fonti energetiche pulite, i risvolti dell'uso sociale delle tecnologie e dell'incontro tra tecnologie e sessualita', i problemi legati al lavoro in campo informatico, l'autodifesa della propria privacy, lo studio dei dispositivi di controllo e di sorveglianza, la resistenza alla censura.L’Hackmeeting è autogestito, non ci sono organizzatori, solo partecipanti.Tanto più si stringe la maglia del controllo, tanto più si esaltano i nostri argomenti.Vedrete: circuiti disegnati a mano e saldati al volo, firme estemporanee di chiavi crittografiche, contest di coding acrobatico, IP wrestling, reti locali con e senza fili, radio trasmissioni (cheek to cheek), sharing selvaggio, ingresso con sottoscrizione libera e sabato cornetti caldi … questo e molo altro a Palermo il 26-27-28 Settembre 2008Dal lato opposto, abbiamo la seduzione delle tecnologie comode, dell'informazione facile da accettare, dello stimolo da “infolabili” che puo' venire nei momenti in cui l'attenzione e' bassa, portando le nostre scelte in terreni pericolosi per privacy, riservatezza, liberta' di parola, garanzia di parzialita'.
xxx@yyy:~/www.delirandom.net/www/hm08/frasi$
questo manifesto non ha contenuto sematico, quindi riordinandolo si ottiene:
Esprimiamo una visione dell'hacking come attitudine, non esclusivamente informatica. Il nostro essere “hacker” si mostra nella quotidianita, anche quando non usiamo i computer, si mostra quando ci battiamo per far cambiare le cose che non ci piacciono: come l'informazione falsa ed imposta, come l'utilizzo di tecnologie non accessibili e costose, come il dover recepire informazioni senza alcuna interattività e il dover subire da spettatori l'introduzione di tecnologie repressive e censorie. L’Hackmeeting è autogestito, non ci sono organizzatori, solo partecipanti.
Siamo sinceramente spaventati dalla velocità con la quale la tecnologia viene legata a doppio filo al controllo sociale, alle imprese belliche, ad una malsana e schizofrenica paura del proprio simile: il nostro approccio è diametralmente opposto; tanto più si stringe la maglia del controllo, tanto più si esaltano i nostri argomenti. vediamo con dubbio la seduzione delle tecnologie comode, dell'informazione facile da accettare, dello stimolo da “infolabili” che può venire nei momenti in cui l'attenzione è bassa, portando le nostre scelte in terreni pericolosi per privacy, riservatezza, libertà di parola, garanzia di parzialità.
Durante l'evento proponiamo seminari e dibattiti, aperti al pubblico e gratuiti, in cui si parlerà di tecnica ma anche di politica. Porteremo avanti il discorso sui diritti digitali, sulla scelta del software libero, l'opposizione alla logica dei brevetti e del copyright tradizionale, la costruzione di server autogestiti, lo studio e la sperimentazione di fonti energetiche pulite, i risvolti dell'uso sociale delle tecnologie e dell'incontro tra tecnologie e sessualità.
I problemi legati al lavoro in campo informatico, l'autodifesa della propria privacy, lo studio dei dispositivi di controllo e di sorveglianza, la resistenza alla censura.
Ad hackmeeting vedrete: circuiti disegnati a mano e saldati al volo, firme estemporanee di chiavi crittografiche, contest di coding acrobatico, IP wrestling, reti locali con e senza fili, radio trasmissioni (cheek to cheek), sharing selvaggio, ingresso con sottoscrizione libera e sabato cornetti caldi … questo e molo altro a Palermo il 26-27-28 Settembre 2008
fine esperimento, chiusura delle votazioni :P